Eravamo noi tre: io, Ursula e il Grend. Avevamo appena consegnato un carico di spugne intelligenti da bagno nell’astroporto di Tenebra I su Alpha Centauri e c’erano rimasti i soldi e il tempo per una bisboccia. Dopo un paio di mance alla polizia locale e ad un venditore di fotoporno di pisellobranchi, finalmente riuscimmo ad avere l’indicazione di un locale che andasse bene a noi umani (il Grend non era un problema perché aveva il metabolismo come il nostro quando gli pareva). Tutti quanti ci consigliarono “Il Nuraghe Radioattivo”, una malfamata bettola sardo-marziana rinomata per il cocktail “Sindrome cinese” che veniva pubblicizzato come l’unica mistura dell’universo conosciuto capace di precipitarti verso il centro incandescente del pianeta, raggiunto il quale, Satana o chi per lui ti dava un immane calcio in culo che ti rispediva in orbita. Da questa descrizione si deducevano due cose: che il miscuglio aveva sicuramente un malsano fascino per noi spazionauti e che i pubblicitari di Tenebra I fanno schifo.
Già al secondo la caduta nell’abisso mi sembrava più breve e la permanenza in orbita più lunga (anche se il sedere cominciava a farmi male sul serio) e l’umore generale sembrava eccellente. Il Grend aveva quell’aria da cucciolone sognante che assumeva tutte le volte che i beveraggi erano di suo gradimento e Ursula era decisamente in vena con i suoi innumerevoli aneddoti. Ad un certo punto ci chiese:
- La sapete la migliore barzelletta sulle bionde mai inventata?
Io e il Grend ci guardammo stupiti perché la bionda Ursula non era mai stata famosa per l’autoironia così ne deducemmo che il cocktail era più potente di quanto avessimo sospettato. Ma prima che potesse continuare a dire alcunchè Ursula impallidì e fu squassata da terribili convulsioni. S’inarcò sulla sedia e, giusto sotto le sue rispettabilissime tette a punta, iniziò a formarsi una terza protuberanza. Aprì la bocca in un urlo silenzioso quando una fontana di sangue scaturì dal suo petto. Un piccolo alien tirò fuori la testa dalla cassa toracica devastata e si guardò timidamente intorno.
Per far vedere che non avevamo nessun pregiudizio nei suoi confronti gli offrimmo da bere e lui dimostrò subito di essere uomo di mondo ordinando un Bloody Mary con aggiunta di acido formico.
Tanto per fare conversazione, anche perché le nostre aspettative erano rimaste deluse, gli chiesi se conosceva la migliore barzelletta sulle bionde mai inventata.
Il piccolo alien rispose serafico:
- Si, ma non l’ho capita. Forse perché le nostre femmine hanno creste ossee al posto dei capelli.
Io e il Grend lo guardammo speranzosi.
- Purtroppo non ve la posso raccontare perché per la nostra cultura è considerato riprovevole raccontare storie sul cibo.















