Ieri ho visto Dio passare per strada.
È entrato nel bar.
Gli tremava la mano
e aveva una ruga sulla fronte,
nera,
come una ferita vecchia.
Gli ho servito una birra.
Lui mi ha detto che un giorno
aveva avuto una donna.
Era la moglie ideale:
una madonna dagli occhi feriti
e la bocca di gesso.
Fingeva di non sapere delle altre,
di quella che lui si scopava tre piani più sotto
o la collega bionda
che gli succhiava il sesso come nessuna:
“quello non era peccato. Era un dono del cielo.”
Io imbottivo panini,
lavavo i bicchieri.
“Mia moglie aveva il sorriso
della reclame del brodo star” – mi diceva.
Diceva anche che il sesso
lei lo teneva chiuso in un astuccio rosso.
Glielo offriva al sabato sera,
quando tornava a casa ubriaco
e le montava sopra senza baciarla.
Una ragnatela che si posava sul cuore.
Una tristezza che…
qualcosa di amaro.
Come una voglia di far violenza
a quel corpo docile;
e anche per lui, per il suo cuore malato,
mai tanto solo
come quando lei gli faceva l’amore.















