Il famoso uomo dal bicchiere mezzo vuoto sta seduto al tavolo di un bar qualsiasi e immerge i suoi ricordi nelle pareti algide del vetro. Quando alza lo sguardo, lo vediamo sudare freddo mentre si perde nel tragitto che va dai suoi occhi a un punto fisso nel vuoto; e siamo certi che non dirà nemmeno una parola. Per lui ri-cordare vuol dire sentirsi passare di nuovo intorno al collo quella corda che gli toglieva il respiro.
Di fronte a lui l’altrettanto risaputo uomo dal bicchiere mezzo pieno lascia scorrere nel cuore i ricordi più belli e sorride beato. (Ma non sembra affatto interessato a noi che gli giriamo intorno e bisbigliamo parole buone per sciogliersi al sole.) Questo vuol dire per lui ri-cordare, ri-mettere nel cuore il passato per riviverlo gioioso (tanto, sempre meglio quello che è già stato che il presente e il presente a venire).
Più in là, in penombra, un maestro scintoista che forse ancora non conoscete osserva in silenzio e immerge quella scheggia di realtà nella memoria di sé e del mondo. Sembrerebbe indifferente agli altri due clienti del bar e a ciò che vedono o non vedono nelle trasparenze dei loro bicchieri, sul suo volto non riuscireste a distinguere né gioia né dolore, c’è solo scritto che così è e così deve essere.
OraSesta * lunedì, 21 gennaio 2008 alle ore 22:04 << questo post >> commenti (4)
Commenti
#1    22 Gennaio 2008 - 06:13
 
Non so decidere se preferirei stare nei panni dell'uomo dal bicchiere mezzo pieno o in quelli dello scintoista.
Mi piacerebbe anche sentirli tutti e tre, mentre parlano tra di loro.

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#2    22 Gennaio 2008 - 13:17
 
non sarò mai maestro scintoista, troppo umorale e depressogeno, ma mi piace pensare che io possa essere fratello dell'uomo dal bicchiere mezzo vuoto e dell'uomo del bicchiere mezzo pieno, due facce della stessa medaglia che è la vita, da vivere sorseggiando con il rimandare al più tardi possibile pensieri circa quello che è e che deve essere.
oraziano, quasi, m'appari, e hai un tuo fascino...;-))
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#3    25 Gennaio 2008 - 16:48
 
Me lo ricordo e mi ricordo di averti parlato di Beethoven che non si pose l'interrogativo del mezzo pieno o mezzo vuoto. Così doveva essere.
Amleto sì, se lo pone, chè si sa Shakspeare era un maestro dei chiaroscuri.
Bel post.

Elisnelpaese
utente anonimo

#4    15 Febbraio 2008 - 15:13
 
C'è qualcosa che mi rappresenta.
Quel rapporto con le visioni alterne della vita che fa vedere il passato sempre distorto, è comunque migliore del presente.
Bello.
danis
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